Patrimonio culturale

Proloco Caprarola è impegnata sul fronte della valorizzazione del patrimonio e del territorio ispirata dal valore storico del territorio e dal ricco patrimonio culturale.

Le Scuderie Farnesiane. Questo imponente edificio, probabilmente costruito su progetto del Vignola, ma sicuramente sotto la direzione di altri architetti come Giovanni Antonio Garzoni o Jacopo del Duca, risulta iniziato intorno al 1570 e terminato completamente nel 1585. All’esterno si presenta con un accesso monumentale orientato verso il palazzo costituito da una scala a tenaglia di gusto barocco. Queste scuderie potevano contenere circa 120 cavalli. Contenevano inoltre locali adibiti a fienili e rimesse per carrozze, nonché abitazioni per palafrenieri e scudieri. Nel corso del Novecento la struttura delle ex scuderie è stata utilizzata come sede delle colonie estive, ma dopo accurati restauri è divenuta un centro polivalente per manifestazioni e convegni, ed è sede dell’Istituto Professionale Statale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione.

PH Alessio Mascagna

Arroccati sulla rupe tufacea di fronte alla facciata del Palazzo Farnese si stagliano la chiesa e il convento di Santa Teresa, nei pressi del luogo dove sorgeva un oratorio di origine medievale dedicato a Santa Maria e San Silvestro. Il complesso fu costruito per una comunità di Carmelitani Scalzi da Girolamo Rainaldi su iniziativa del cardinale Odoardo Farnese tra la fine del 1620 ed il 1623 (anche se alcuni lavori si protrassero fino al 1628). Il convento per molto tempo fu destinato alla formazione culturale e spirituale degli alunni dell’Ordine Carmelitano Teresiano fino al 1968. Nella ricca biblioteca si conservano due manoscritti originali di S. Teresa. Oggi il convento è un centro di spiritualità e di ospitalità. Annesso al convento è la chiesa di Santa Teresa, di notevole valore architettonico. La sua facciata barocca in peperino precede un interno ricco di opere importanti: la pala dell’altare maggiore raffigurante la Madonna con il Bambino, Santa Teresa d’Avila e San Giuseppe, attribuita a Guido Reni, sull’altare di sinistra San Silvestro Papa che vince il drago, realizzata tra il 1627 ed il 1629 da Giovanni Lanfranco, a destra, sull’altare centrale si trova un dipinto raffigurante la predicazione di San Antonio da Padova, eseguito da Alessandro Turchi detto il Veronese sempre tra il 1627 ed il 1629.

PH Antonia Biagin

Esistente fin dal XV secolo come Chiesa di S. Michele Arcangelo si presume sia stata costruita contemporaneamente al castello degli Anguillara. L’edificio fu ristrutturato ed ampliato nel cinquecento, a seguito della realizzazione della via Diritta e del ponte “dei Riario”. Nella sua forma originaria era composta da tre navate dove si trovavano sei cappelle ed una torre campanaria ancora esistente, è la più bassa dei due campanili attualmente esistenti. Fu consacrata a S. Michele Arcangelo nel 1640. Nel 1817 fu completamente distrutta da un incendio. Nel 1823 fu ricostruita su progetto dell’architetto Giuseppe Valadier ma non ritornò agli antichi splendori. Una delle poche opere superstiti, visibile al centro del Coro, è uno stupendo ciborio in marmo bianco per la custodia dell’Olio Santo. Nella prima cappella di destra si conserva anche un dipinto su tavola della fine del XV secolo raffigurante il S.S. Salvatore. Nella parte terminale della navata sinistra si trova un altare ligneo dove è conservata un’urna dei S.S. Martiri Giuliano, Pontiano, Giacinto e Vittoria qui solennemente traslati nel 1654. La Confraternita di S. Giovanni Evangelista doveva assicurarsi che un lume vi rimanesse sempre acceso. La chiesa era dotata di un organo fin dal 1588 ma l’attuale grande organo a canne risale al 1928. I locali dell’adiacente canonica vennero utilizzati nel tempo come cancelleria e in parte come prigioni, alcune finestre dei locali retrostanti mostrano ancora le antiche inferriate.

Con la realizzazione del Palazzo Farnese, il Cardinale Alessandro Farnese decise che anche tutta Caprarola fosse pianificata e ristrutturata in funzione del suo Palazzo come da cornice alla sua grande opera. Il centro urbano di Caprarola è attraversato da una strada principale rettilinea, chiamata via Diritta, oggi via Filippo Nicolai, realizzata tra il 1557 e il 1564, su progetto dell’architetto Jacopo Barozzi da Vignola. Il paese si sviluppa a destra e a sinistra della via Diritta terminando nella piazza nella quale si innalza il Palazzo. La via Diritta è lunga circa 680 metri. La sua realizzazione comportò un innalzamento del livello stradale, la costruzione di grandi ponti e nuovi palazzetti signorili, la ristrutturazione delle abitazioni esistenti. Per permettere il collegamento con la nuova via sopraelevata, furono costruiti anche diversi sottopassaggi e vicoli in pendenza, in alcuni casi con scalinate. I nuovi palazzetti affacciati sulla via Diritta aumentano in qualità man mano che si avvicinano al Palazzo Farnese, segno che i più benestanti preferivano le abitazioni nei pressi del Palazzo.

PH Stefano Tossini